Il tessuto connettivo dell’universo

Il più importante strumento del terapista è l’amore: tutte le terapie vengono impregnate d’amore. L’amore è il tessuto connettivo dell’universo, la forza che lo tiene insieme. Il terapista non soltanto si confronta con il paziente per mezzo dell’amore, ma gli insegna ad amare se stesso.

Amare se stessi è un lavoro a tempo pieno e molti di noi hanno parecchio da imparare in questo campo.
The connective tissue of the universe

The most important tool of the therapist is love, all therapies are impregnated with love. Love is the connective tissue of the universe, the force that holds it together. The therapist not only confronts the patient through love, but teaches him to love himself.

To love oneself is a full time job and many of us have much to learn in this field.

Blackburn, England summer 2016

Fai della paura la tua alleata

La paura ha molto da insegnarti. La paura è l’esperienza dell’essere scollegati da ciò che si è veramente; è l’opposto dell’amore. Puó essere un’alleata se glielo consenti, se dici semplicemente ” ho paura”. Se cominci a far questo incominci a vedere che non sei la paura stessa, ma che la paura è una sensazione. ” Ho paura” diventa ” provo paura”. E’ la reazione del trattenere i sentimenti perchè credi che arrivino troppo in fretta. Questi sentimenti si basano su un gran numero di supposizioni riguardo quanto potrebbe accadere. Il più delle volte si ha paura non di quanto sta avvenendo, ma di quanto potrebbe avvenire. Se sei in grado di rimanere nel qui e ora, la paura non ti troverà. La paura è la proiezione nel futuro di ció che è successo nel passato, attraverso una potente lente di ingrandimento. Perció quando sei nella paura non sei nella realtà. Ma, invece di negare di provarla, di’ semplicemente quello che stai provando. Questo atto di per sè ti porterà nel qui e ora e di conseguenza ti farà uscire dalla paura.
” luce emergente”

acqua sacra

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Windermere, agosto 2015

“Wila Qocha,acqua sacra, con ali d’oro e piedi d’argento mi accosto reverente a te”,

pregò il ricercatore del cammino nascosto, prima di iniziare il viaggio lungo la via esoterica che conduce alla Liberazione finale.

Per non smarrirsi,doveva entrare in contatto con i Guardiani delle Conoscenze Segrete, i quali, purchè il discepolo lo meritasse, gli avrebbero indicato con precisione i pericoli da affrontare a ogni passo.

stare in equilibrio per poi saltare per poi essere grati

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3 agosto 2015, Station Road

“Se vuoi fare un passo avanti devi perdere l’equilibrio per un attimo”

Massimo Gramellini ha totalmente ragione. Puoi meditare, far yoga, fare il dinacharya tutti i giorni(la pratica ayurvedica di pulizia quotidiana) ma rimane che se vuoi crescere,evolverti e “saltare” devi perdere l’equilibrio per un attimo. Si possono consultare tutti i libri immaginabili e possibili sulla ricerca dell’equilibrio con una sfilza di elenchi su come trovarlo: devi stare con la Natura, devi trovare la pace, devi meditare, devi controllare, devi mangiare sano, etc.. ma l’espressione che ha il ragazzo nella foto, quella che precede il salto, è un’emozione unica e che ricordi non appena ritrovi l’equilibrio, perchè in quel momento l’hai completamente perso.

Hai saltato, sei arrivato in qualunque luogo tu desiderassi e in quel momento il mondo diventa immediatamente un posto migliore e provi gratitudine.

Perchè hai perso il tuo equilibrio per ritrovarne un altro.

In quel momento, sei hai scelto bene, percepisci  gratitudine e ti senti immedatamente collegato all’intero universo.

La gratitudine rafforza sempre quel che richiediamo.Maggiore è la gratitudine e più si riceve ciò per cui si è grati.

“Voi avete una vita perfettamente equilibrata quando la maggior parte di ciò che temete ha la palpitante prospettiva dell’avventura”Nassim Nicholas Taleb

stai fermo e pensa

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2 agosto 2015,London Street

in un vecchio libro indù ho visto quest’annotazione: quando corri pensa: “devo andare più piano”; quando vai più piano pensa: “devo fermarmi”; quando stai fermo pensa “devo sdraiarmi”;allora ti vincerà una grande calma. Questo non per diventare larve e pesanti ma per acquisire il proprio ritmo di vita, la fretta prodotto dalla tensione genera logorio e stanchezza. Di fronte alla centrifuga di questa super lavatrice a gettoni che correva veloce di fronte a me, mi è sembrato doveroso fermarmi e pensare. La calma deve essere la regola nell’agire, il rtmo della Natura non conosce fretta, ma successione regolare di eventi. Calma non è lentezza ma ordine nella successione dei fatti.

Ilaria Palmas

+39 3471380936
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