la scoperta del talento (3) lasciar fluire i pensieri

Il cervello è un organo che funziona come un cuore pulsante : continua a pensare giorno e notte non c’è un interruttore che lo possa spegnere.

L1150461

Provenza 2013

Quando il nostro intelletto pensa di amare, non significa ancora che sia amore. Quando il nostro intelletto pensa di sentire un’altra persona, non significa ancora che senta qualcosa oltre alle proprie emozioni. Quando il nostro intelletto crede di aver capito ciò che un altro vuole spiegargli, in primo luogo significa che ha sentito le sue parole e ha visto il viso che le pronunciava. Il nostro intelletto è per natura un ricercatore : osserva costantemente il mondo esterno, ci riflette sopra,sperimenta qualcosa,ci riflette di nuovo sopra,modifica qualcosa,osserva,indaga. In realtà non sente, analizza. Persino le emozioni.

I nativi dei Caraibi non sono riusciti a scorgere le navi di  Cristoforo Colombo perché non sapevano che cosa fossero. Osservavano il mare ma non sapevano che cosa avevano di fronte. Poterono descrivere cosa vedevano e condividerlo con gli altri ma per un bel po’ rimase esclusivamente una percezione.

I pensieri talvolta sono ostacoli perché passeggiano nella mente non mostrandoci chiaramente la realtà, specialmente quella interiore.

Che si può fare con i pensieri che distraggono e intristiscono?

Capita di vivere un momento piacevole e di sentire il proprio intelletto che “commenta” l’accaduto. Contempli la natura, non c’è niente che possa capitare, ma l’intelletto fa un commento . Vinci una gara, sei felice della vittoria e l’intelletto fa un commento. Mangi un buon piatto di pasta e il cervello fa un commento.

Ogni cosa che viviamo in un bel momento della nostra vita è come il mare che l’intelletto trasforma in un secchio d’acqua, costringendo grandi emozioni a parole strette e piccole.

E’ come guardare un film e seguirne unicamente i sottotitoli. Perdi le emozioni, i colori, le espressioni del viso,la musica. Diventa tutto meno colorato ma soprattutto affatica e non fa vivere quello che c’è da vivere.

Togliamo i sottotitoli e viviamo quel che c’è da vivere.

2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. nickmurdaca
    Set 10, 2014 @ 14:32:27

    Ottimo post! La difficoltà sta tutta nella riuscire a lasciarsi andare. Ma fa paura, quindi si vuole controllare tutto. Risultato: condizioniamo la realtà a nostra immagine e somiglianza. Realtà che si vorrebbe perfetta, senza essere perfetti.

    Rispondi

  2. Ilaria Palmas
    Set 10, 2014 @ 14:45:52

    d’accordissimo con te 🙂

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Ilaria Palmas

+39 3471380936
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: