la scoperta del talento (2), riconoscere le proprie paure

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China,Shangai 2007

C’è qualcuno che veglia sempre su di noi e che non vuole ci capiti niente di male.

Questo qualcuno è la nostra mente che pensa in maniera molto semplice :

ciò che suscita sensazioni piacevoli è buono, tutto ciò che è sgradevole è cattivo.

Questa parte della mente è perennemente vigile,attenta e pronta a controllare le sensazioni che provengono dal mondo esterno.

 Per tenerci al riparo dalle minacce questo sistema sofisticato , dispone di un linguaggio  di ricezione semplice che è in grado di dirigere e far cambiare direzione ai nostri pensieri.

La gioia e la paura sono i burattinai di questo sistema.

Ci sono messaggi semplici come : mi brucio mettendo una mano sul fuoco =  fa male.

Ci sono messaggi più complessi come per esempio l’ essere feriti da qualcuno. Questo crea nell’immediato una sensazione di pericolo.

La mente fa quindi due passaggi:

che cos’ho vissuto nel passato?

quanto mi hanno fatto male o bene quelle sensazioni del passato?

 

Per capire come eliminare la paura che impedisce spesso la vera conoscenza di noi stessi e quindi anche del nostro talento, è fondamentale capire come funziona.

Il cervello mette un pilota automatico e si programma per poter proteggerci da alcune situazioni che considera particolarmente pericolose:

ciò che fa male fa paura : se un dolore svanisce rapidamente ci dimentichiamo in fretta dell’accaduto. Se un dolore è intenso e perdura nel tempo, la parte della mente che pensa alla nostra sopravvivenza attiva l’allarme e dichiara la situazione di pericolo.

ciò che non vediamo fa paura: ci sono problemi semplici che possiamo vedere con i nostri occhi. Gli organi di senso ci aiutano molto in questo. La pelle si scotta, la prossima volta starò più attenta. Ma se la mente vive uno stato d’animo, come l’abbandono e il rifiuto, non riesce ad attribuirgli una logica.

ciò che non capiamo fa paura: nella situazione di pericolo la mente agisce in fretta perché la parte più inconscia innesca immediatamente un meccanismo di difesa o di fuga. Il dolore viene memorizzato e se vissuto nel futuro, la mente si limiterà a dire : scappa, corri più lontano che puoi e difenditi dal male.

In questo modo, seguendo questo meccanismo, la maggior parte delle cose neutralizzano gli animi e paralizzano.

Il subconscio sussurra nell’orecchio ” verrai distrutto dalla solitudine, dal mal d’amore, dalla vergogna, dalla povertà… ti ricordi quanto è stata terribile l’ultima volta? non devi fare mai più una cosa del genere”. Qualsiasi situazione generi paura  la mente innesca questo gioco bloccando qualsiasi spinta,lancio e azione.

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Shangai,China 2007

Ma tutto questo non è vero.La paura deve arrivare per essere capita e poi andarsene. E’ il meccanismo della mente che la provoca non la nostra anima. La nostra anima non ha paura di niente. Segue la corrente e si limita a fluire.

 

Barbara Ann Brennan in “Luce emergente”(Edizioni Corbaccio) analizza la paura e dice in modo semplice come affrontarla:

“Fai della paura la tua alleata. La paura ha molto da insegnarti.

La paura è l’esperienza dell’essere scollegati da ciò che si è veramente;è l’opposto dell’amore.

Può essere un’alleata se glielo consenti, se dici semplicemente “Ho paura”. Se continui a fare questo cominci a vedere che non sei la paura stessa, ma che la paura è una sensazione. “Ho paura” diventa “Provo paura”. E’ la reazione del trattenere i sentimenti perché credi che arrivino troppo in fretta. Questi sentimenti si basano su un gran numero di supposizioni riguardo quanto potrebbe accadere. Il più delle volte si ha paura non di quanto sta avvenendo, ma di quanto potrebbe avvenire. Se sei in grado di rimanere nel qui e ora, la paura non ti troverà. La paura è la proiezione nel futuro di qualcosa che è successo in passato, attraverso una potente lente di ingrandimento. Perciò, quando sei nella paura, non sei nella realtà. Ma,invece di negare di provarla, di’ semplicemente quello che stai provando.

Questo atto ti porterà nel qui e ora, e di conseguenza ti farà uscire dalla paura.” 

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Danza odissi,India Bhubaneshwar 2010

Al prossimo step! 

3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. nickmurdaca
    Set 08, 2014 @ 14:33:08

    Bello il tuo approfondimento.

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